Aree archeologiche
Villa romana delle Grotte
Orari
Aperto regolarmente durante la stagione estiva (giugno-settembre); nel resto dell'anno è sempre visitabile su richiesta a villadellegrotte@gmail.com
Dove
SP26, Località Le Grotte
57037, Portoferraio, Isola d'Elba (LI)
Contatti
Tel. 0565 1933589
Un'area archeologica unica nel suo genere, affacciata sulla rada di Portoferraio tra terrazze e un mare cristallino. Il Complesso monumentale delle Grotte è uno dei siti più suggestivi e significativi dell'intero Arcipelago Toscano: un monumento che ha cambiato forma e funzione nel corso dei secoli, e che le ricerche più recenti continuano a svelare in tutta la sua complessità.
Il complesso e le sue fasi
Costruito interamente in opus reticulatum, il Complesso delle Grotte occupa in posizione dominante due terrazze che si affacciano sul golfo di Portoferraio, fronteggiando dall’altro lato della rada l’edificio romano della Linguella. I primi scavi sulla collina risalgono agli anni 1960–1972, condotti da Giorgio Monaco della Soprintendenza alle Antichità dell’Etruria. Tra il 2019 e il 2022 l’Università degli Studi di Siena ha ripreso le indagini, restituendo una lettura del tutto nuova del monumento.
La prima fase (40–30 a.C.)
Nelle sue origini, il complesso si inscrive nel contesto turbolento delle guerre civili romane. L’acqua è la vera protagonista di questa fase: un sofisticato sistema idraulico — cisterne, canalizzazioni, acquedotti, pozzi e vasche — captava le acque piovane e le sorgenti dei rilievi retrostanti per assicurare un rifornimento costante anche nei mesi più aridi. L’acqua defluiva verso la piana di San Giovanni a est e verso la piccola insenatura di Calello a ovest, dove le imbarcazioni potevano sostare e rifornirsi. Alcune di queste canalizzazioni risultano in uso fino ai primi del Novecento.
Uno dei siti archeologici più importanti di tutto l’arcipelago, con una vista incredibile sul golfo di Portoferraio
La seconda fase (fine I secolo a.C. – I secolo d.C.)
Con la fine delle guerre civili il complesso si trasforma. Gli ambienti vengono chiusi, rialzati e rivestiti di pavimenti in mosaico e opus sectile. Il sito diventa una residenza di grande lusso, con stanze di rappresentanza, giardini, fontane e vasche con giochi d’acqua. Tra gli spazi più evocativi spicca il grande portico colonnato con vasca centrale, al cui interno si trovava un edificio absidato — forse un ninfeo-triclinio, una sala per banchetti immersa nell’acqua, con la vista sul giardino e sul mare. Le pareti erano affrescate con raffigurazioni di giardini. I motivi decorativi rinvenuti, legati all’iconografia dell’età augustea, rimandano ad un ambiente di altissimo rango. Nei primi decenni del I secolo d.C. il complesso si arricchisce anche di un impianto termale.
L’abbandono e le fasi successive
Alla fine del I secolo d.C. il complesso viene abbandonato, probabilmente in modo intenzionale. Nei secoli successivi il sito subisce i danni dei lavori agricoli e, soprattutto, dell’uso militare: tra il 1799 e il 1802, durante gli scontri tra Francesi e Britannici per il controllo dell’isola, molti muri perimetrali furono abbattuti per installare una batteria di cannoni d’assedio. Nonostante tutto, i resti del Complesso delle Grotte si ergono ancora maestosi sulla rada e continuano a raccontare la loro storia.
Da allora, nonostante i danni arrecati dal tempo e soprattutto dall’uomo, i resti del complesso delle Grotte si ergono ancora maestosi sulla rada di Portoferraio e si offrono ai visitatori per raccontare la loro storia millenaria.
Oggi, il complesso delle Grotte è un luogo vivo, animato tutto l’anno da eventi culturali, visite guidate con archeologi, laboratori didattici per le scuole e percorsi esperienziali lungo la Rada di Portoferraio. Il sito è stato anche al centro del progetto di ricerca DREAMLAND (Discovering Roman Elba And Maritime Landscape), condotto dall’Università di Siena in collaborazione con la Fondazione Villa romana delle Grotte e la Soprintendenza, che ha unito ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio.
Per vivere la visita in modo ancora più coinvolgente, è disponibile l’app gratuita “Le Grotte”: audioguida multilingue con ricostruzioni 3D e realtà aumentata, che attraverso i QR code presenti lungo il percorso permette di vedere il complesso come appariva duemila anni fa.
Info
Biglietti
BIGLIETTO SINGOLO:
Intero 5 €
Ridotto 3 €
Cosmopoli Card:
- Intero € 20.00
- Ridotto € 15.00
- Famiglia € 15.00 a persona (minimo 3 persone)
Servizi
È possibile prenotare visite guidate con archeologi.
Il parco archeologico offre una vasta offerta di attività incentrata sui valori storici, culturali, naturalistici della Villa e della Rada di Portoferraio; laboratori e didattica per le scuole;
Accessibilità
Il parco archeologico offre un percorso di visita parzialmente accessibile. Per informazioni specifiche contattare il sito prima della visita. Ammessi animali al guinzaglio. Parcheggio gratuito. Rastrelliera bici.
Come arrivare
In auto:
Da Portoferraio prendere la strada provinciale per Porto Azzurro, dopo circa 5 km girare a sinistra (si arriva in cima alla collina delle Grotte dopo un lungo rettilineo di circa 2 km: prestare molta attenzione). Ci si trova in un grande spiazzo dove poter parcheggiare l'auto. Attenzione sono necessarie calzature adatte a terreni impervi.
In Bus:
Si può arrivare al sito archeologico tramite bus di linea, usufruendo di una riduzione del biglietto d’ingresso della metà.
A piedi:
Si può arrivare a piedi da San Giovanni percorrendo un tratto del Cammino della Rada.
Per saperne di più
Schede didattiche
Bibliografia
- F. Cambi, L. Pagliantini, E. Vanni, La villa romana delle Grotte, in V. Anselmi, G. A. Vieri (a cura di), Musei dell’Arcipelago Toscano. Un mare di cultura, storia e natura, Persephone Edizioni, 2025.
- L. Pagliantini, Le terrecotte del complesso monumentale delle Grotte: tra vecchie conoscenze e nuove interpretazioni, FOLD&R, 2023.
- E. Vanni, L. Pagliantini, Ceci n’est pas une Villa. La ripresa delle indagini archeologiche al sito romano delle Grotte, FOLD&R, 2022.
- L. Pagliantini, E. Vanni, La Rada di Portoferraio: miti, archeologie, storie, paesaggi, Fondazione Dià Cultura, Roma, 2021.
- L. Pagliantini, Aithale, l’isola d’Elba. Territorio, paesaggi, risorse, Edipuglia, 2020.
- F. Cambi, L. Pagliantini, E. Vanni, Portoferraio: lo scavo di San Giovanni, Gradus, 2020.
- F. Cambi, L. Pagliantini, E. Vanni et al., Isola d’Elba. Archeologia e storia nella rada di Portoferraio: la villa repubblicana di San Giovanni, Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, 2018.
- L. Pagliantini, Lo scavo archeologico di San Giovanni (Isola d’Elba, LI) e la rada di Portoferraio, in C. Megale (a cura di), Costruire il passato in Etruria, 2018.
- L. Pagliantini, L’isola d’Elba: trasformazioni del paesaggio al tempo della romanizzazione, in M. Benvenuti, F. Cambi, A. Corretti (a cura di), Marciana un passato al futuro, Rassegna di Archeologia, 2018.
- A. Sarri, Isola d’Elba. Un manoscritto del XVIII secolo, a cura di F. Fiaschi, Persephone, 2018.
- F. Cambi, A. Corretti, L. Pagliantini, AITHALE. Per una ripresa della ricerca archeologica all’isola d’Elba, Bretschneider, Roma, 2015.
- L. Alderighi, La villa romana delle Grotte a Portoferraio, Milliarium, 2014.
- F. Cambi, L. Pagliantini, L’isola d’Elba, i paesaggi antichi di un’isola mediterranea, Milliarium, 2014.
- L. Alderighi, M. Benvenuti, F. Cambi et al., AITHALE. Ricerche e scavi all’isola d’Elba, Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, 2013.
- L. Alderighi, F. Cambi, M. Firmati et al., Portoferraio (LI). Località San Giovanni: campagna di scavo 2012, Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, 2013.
- Guida archeologica della provincia di Livorno e dell’arcipelago toscano, 2009.
- L. Dallai, E. Ponta, E. J. Shepherd, Aurelii e Valerii sulle strade d’Etruria, in S. Menchelli, M. Pasquinucci (a cura di), Territorio e produzioni ceramiche, 2006.
- S. Casaburo, Elba romana. La villa delle Grotte, 1997.
- O. Pancrazzi, S. Ducci (a cura di), Ville e giardini nell’Elba romana, 1996.
- O. Pancrazzi, Frequentatori di “ville di delizie”: una visita di Ovidio all’Elba, in Miscellanea in memoria di Giuliano Cremonesi, 1995.



















